Alla Conferenza organizzativa di Bari del dicembre 2006, le Acli, alla presenza del presidente del Senato Franco Marini e in collegamento telefonico con il presidente del Consiglio Romano Prodi, hanno lanciato la campagna "Scommessa Italia", un progetto che ha l'ambizione di mettersi in ascolto del Paese e raccontarlo attraverso i volti, le vicende ed esperienze di lavoro e solidarietà della gente.
Le Acli vogliono raccontare questa Italia, normale ma di cui nessuno parla, che vuole "sentirsi utile", che sa cimentarsi in "opere" di valore e darle voce, farla uscire per quanto possibile dall'anonimato.
L'obiettivo è quello di raccogliere 1.000 "storie" in tutte le regioni, che riassumano la vita, i progetti, il lavoro degli italiani. Non storie "qualunque", ma testimonianze di impegno e di creatività quotidiane che fanno del lavoro, non solo uno strumento di sopravvivenza, ma di felicità per il proprio futuro.
Fuori da schemi utopici, questo progetto vuole dar luce ad un'Italia che c'è, che vive, e che ha ribaltato il concetto di lavoro, sinonimo spesso solo di stress e routine, facendolo divenire in primis strumento di promozione umana e di felicità.
Il progetto interessa tutti, dentro e fuori le Acli: dalle famiglie, alle associazioni, ai cittadini, e poi scuole, cooperative, teatri, e aziende.
Il coinvolgimento sarà ampio, ma seguirà criteri precisi. Non si raccoglieranno solo storie di "bontà", di volontariato, di solidarietà, ma anche storie che realizzano concretamente lo sviluppo del Paese. I settori coinvolti riguardano dunque tutta la vita sociale e civile, e spaziano da ambiti prettamente culturali, ad ambientali, economici, senza limiti prestabiliti.