Scommessa Italia

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Pennarelli in libertà

C'è una piccola casa nel centro di Udine dedicata ai bambini e alle loro mamme. È la "Casetta a Colori" nata per iniziativa di diverse associazioni per la tutela degli immigrati - tra cui le Acli Colf - per aiutare le donne immigrate nella cura dei figli. La "Casetta a colori" è uno spazio gratuito -finanziato da fondi comunitari - aperto tutto il giorno, in cui i bambini giocano, creano, ascoltano e soprattutto sperimentano l'incontro tra culture different, imparano a crescere in una società multietnica. «Al momento non ci sono bambini italiani - ricorda Lucia Coszach delle Acli Colf - perché non ci sono giunte segnalazioni dai servizi sociali, ma siamo comunque pronti a prenderli nella struttura». Sei educatrici qualificate, anche loro di diverse nazionalità, coordinano le attività della giornata divise per fasce di età. La casa può ospitare al massimo 25 bambini. La presenza di bambini cambia frequentemente: la struttura non è infatti concepita per essere un asilo stabile, ma solo un "rifugio" e un aiuto temporaneo per le madri che devono trovare un lavoro. «Ci piacerebbe avere un asilo vero e proprio - confessa Lucia - ma non possiamo trasformare questo servizio gratuito in uno a pagamento perché molte mamme che portano qui i figli non potrebbero pagarlo». Intanto, mentre i bambini giocano, le mamme si incontrano, si sostengono. «Venire qui per me è molto importante - dice Martina, argentina - vorrei portare nel mio Paese tutto quello che sto imparando». Thelma invece brasiliana, da quindici anni in Italia parla della "Casetta a colori" come "una vera terapia" per la sua vita.